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Infezioni trasmesse col trapianto

Assicurare che il dono di un organo sia trasmesso in sicurezza

Spesso, per alcune condizioni di salute, il trapianto di organi solido, tessuti o cellule da un donatore a un ricevente rappresenta l'unica soluzione.

Si stima che l'insufficienza d'organo in stadio terminale colpisca più di sei milioni di persone in tutto il mondo.1 I progressi nelle tecniche chirurgiche, l'immunosoppressione, l'abbinamento donatore-ricevente e gli agenti antimicrobici hanno tutti contribuito ad aumentare il successo dei trapianti nei pazienti.2

Tuttavia, le complicanze dovute all'infezione dopo il trapianto sono una delle principali cause di morbilità e mortalità post-operatoria, incluso il rigetto o la perdita dell’organo trapiantato.3

Patient lying in bed on way to surgery
Le infezioni derivate dal donatore richiedono uno screening pre-trapianto

A causa dell'elevata richiesta di organi e cellule, deve essere considerato ogni potenziale donatore. Tuttavia, questo può aprire la possibilità di trasmettere infezioni e, in misura minore, neoplasie maligne dal donatore al ricevente immunodepresso e, sul lungo termine, la possibile compromissione della funzione dell’organo.4

Affrontare questa tematica richiede un'adeguata valutazione dei potenziali rischi di infezioni prima del trapianto (compreso l'uso di donazioni risultate positive al test per le infezioni trattabili) per garantire il successo del trapianto.

Se non viene gestita, l'infezione opportunistica può causare complicanze post-trapianto

I regimi immunosoppressivi sono fondamentali nel controllo del rigetto degli organi, ma possono aumentare la predisposizione dei pazienti ad alcune infezioni.5 Il citomegalovirus (CMV) è una delle principali fonti di infezioni trasmesse dal trapianto e colpisce circa il 60-100% degli adulti dopo il trapianto.6 Altri patogeni importanti includono il virus BK (BKV), il virus di Epstein-Barr (EBV), il virus Herpes simplex (HSV), il virus Varicella-zoster (VZV), il Toxoplasma gondii (Toxo), l'Adenovirus umano (hADV) e, più recentemente, il SARS-CoV-2.7-9

Gli esami di laboratorio prima e dopo il trapianto sono fondamentali per trarre il massimo beneficio da ogni donazione e per garantire che i pazienti ricevano le cure di cui hanno bisogno.

I laboratori clinici giocano un ruolo chiave nel successo dei programmi di trapianto

La riduzione del rischio richiede test pre e post-trapianto completi e affidabili.

Dallo screening iniziale al follow-up post-trapianto, sono necessari diversi campioni per eseguire più test per possibili patogeni. Nell’ambito dei test sierologici e molecolari, una maggiore automazione, ampi menu di test e flussi di lavoro razionalizzati stanno permettendo ai laboratori di testare i campioni in modo più efficiente per identificare patogeni potenzialmente problematici.

Pre-trapianto

Lo screening sierologico è parte integrante della gestione clinica, contribuendo a:10

  • identificare le infezioni che possono danneggiare il ricevente o il donatore
  • associare il donatore giusto al ricevente giusto
  • attuare strategie per mitigare il rischio di infezione post-trapianto

Solo con un adeguato screening per le malattie infettive pre-trapianto è possibile valutare tutti i rischi associati al trapianto, e decretarne il successo.

Roche transplant testing solutions lung
Roche transplant testing solutions kidney
Post-trapianto

Le tecniche di test di amplificazione degli acidi nucleici (NAT), come il test della reazione a catena della polimerasi (PCR), sono comunemente usate per:

  • offrire aiuto nella diagnosi e nella gestione dei pazienti sottoposti a trapianto
  • misurare la carica virale per evidenziare la necessità di trattamento
  • monitorare la risposta del paziente alla terapia

L'applicazione su larga scala della PCR per la rilevazione del DNA o RNA virale, è la più importante innovazione nella diagnosi di laboratorio e nella gestione clinica delle infezioni post-trapianto.11

Two female lab technicians working in a lab
Garantire una copertura completa end-to-end

L’ampio portfolio di test di Roche per lo screening dei trapianti, il monitoraggio delle infezioni e il monitoraggio terapeutico dei farmaci è stato progettato per aiutare a dare ai pazienti la migliore opportunità di successo con i trapianti

Roche offre una gamma completa di test sierologici e molecolari che coprono l'80% delle infezioni più comuni, abbracciando tutto il continuum diagnostico di donatori e riceventi i trapianti.

  • Test altamente specifici e sensibili riducono al minimo l’eventualità di insuccesso del trapianto e ne garantiscono la sicurezza.
  • La tracciabilità dei risultati della carica virale consente un comodo follow-up dei pazienti

Per ottimizzare la gestione delle infezioni, i sistemi completamente automatizzati di Roche possono eseguire più test da un singolo campione, fornendo rapidamente risultati affidabili.

  • I flussi di lavoro completamente automatizzati riducono il rischio di errori umani
  • Processi standardizzati per garantire tempi di elaborazione prevedibili
  • I risultati riproducibili garantiscono decisioni affidabili
Close up of assays in a laboratory instrument
Impegnati nel proteggere i pazienti e la donazione d’organo, grazie all'innovazione continua

Proteggere i pazienti significa sfruttare al meglio ogni donazione. Con un ampio portfolio di soluzioni e test affidabili, per garantire che le donazioni d’organo siano sicure.

Bibliografia:

 

  1. Levin A, Tonelli M, Bonventre J, et al. Global kidney health 2017 and beyond: a roadmap for closing gaps in care, research, and policy. Lancet. 2017;390(10105):1888-1917. doi:10.1016/S0140-6736(17)30788-2.
  2. Rana A, Godfrey EL. Outcomes in Solid-Organ Transplantation: Success and Stagnation. Tex Heart Inst J. 2019;46(1):75-76.
  3. Jha V. Post-transplant infections: An ounce of prevention. Indian J Nephrol. 2010;20(4):171-178.
  4. Rao YG, Mirza DF. Infections transmitted from donors to recipients following organ transplantation. Natl Med J India. 2005;18(4):189-194.
  5. Kumar R, Ison MG. Opportunistic Infections in Transplant Patients. Infect Dis Clin North Am. 2019;33(4):1143-1157.
  6. Almaghrabi RS, Omrani AS, Memish ZA. Cytomegalovirus infection in lung transplant recipients. Expert Rev Respir Med. 2017;11(5):377-383.
  7. Vanichanan J, Udomkarnjananun S, Avihingsanon Y, Jutivorakool K. Common viral infections in kidney transplant recipients. Kidney Res Clin Pract. 2018;37(4):323-337.
  8. Robert-Gangneux F, Meroni V, Dupont D, et al. Toxoplasmosis in Transplant Recipients, Europe, 2010-2014. Emerg Infect Dis. 2018;24(8):1497-1504.
  9. Ahn C, Amer H, Anglicheau D, et al. Global Transplantation COVID Report March 2020. Transplantation. 2020;10.1097.
  10. The American Association for Clinical Chemistry. The Laboratory’s Role in Solid Organ Transplantation.
    https://www.aacc.org/publications/cln/articles/2016/november/the-laboratorys-role-in-solid-organ-transplantation. [Accessed September 2023].
  11. Razonable RR, Paya CV, Smith TF. Role of the laboratory in diagnosis and management of cytomegalovirus infection in hematopoietic stem cell and solid-organ transplant recipients.