Diagnosticare la sepsi: questione di tempo
I segni clinici indicativi di sepsi sono aspecifici e rendono difficile la diagnosi1. Le emocolture rimangono lo standard di riferimento per la diagnosi di pazienti con sospetta sepsi, tuttavia presentano diverse limitazioni che possono ritardare il trattamento corretto2,3.
È stato dimostrato che una diagnosi tempestiva di sepsi e l’inizio di un trattamento antibiotico efficace migliorano gli esiti dei pazienti4.
Quasi l’80% dei pazienti con sepsi grave sopravvive se il trattamento viene iniziato entro 1 ora dalla diagnosi. La sopravvivenza diminuisce rapidamente se il trattamento viene ritardato ulteriormente: solo il 42% dei pazienti con sepsi grave sopravvive se il trattamento viene iniziato 6 ore dopo la diagnosi4.
La pratica clinica è e deve rimanere legata all'emocultura che però può avere delle limitazioni2,3:
- Attesa fino a 5 giorni per ottenere i risultati
- Ridotta sensibilità (falsi negativi)
- Alto rischio di contaminazione
La diagnosi deve essere supportata da test rapidi e biomarcatori, primo fra tutti l'IL-65.